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	<title>Fisioterapia Fioranese DI Silvestro Vincenzo</title>
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	<description>Fisiokinesiterapia &#124; Massofisioterapia &#124; Riflessologia &#124; Osteopatia &#124; Ortopedia &#124; Fiorano Modenese</description>
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		<title>Trazioni vertebrali manuali  &#8211; &#8220;pompage&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 01:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trattamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Trazioni vertebrali manuali (&#8220;pompage&#8221; &#8211; metodo Bienfait) La trazione manuale viene effettuata dal fisioterapista e viene normalmente applicata per periodi di pochi secondi o mediante una veloce ed improvvisa spinta, ciò mette il terapista in grado di &#8220;sentire&#8221; la reazione &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/30/trazioni-vertebrali-manuali-pompage/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trazioni vertebrali manuali</p>
<p style="text-align: center;">(&#8220;pompage&#8221; &#8211; metodo Bienfait)<a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/ie230029-OK1.jpg"><img class="size-medium wp-image-179 aligncenter" title="ie230029- OK" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/ie230029-OK1-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" /></a></p>
<p>La trazione manuale viene effettuata dal fisioterapista e viene normalmente applicata per periodi di pochi secondi o mediante una veloce ed improvvisa spinta, ciò mette il terapista in grado di &#8220;sentire&#8221; la reazione del paziente. Se correttamente eseguita, la trazione vertebrale può dare i seguenti effetti:</p>
<ul>
<li>allontanamento e separazione dei corpi vertebrali</li>
<li>allontanamento e scorrimento combinato</li>
<li>delle articolazioni e faccetta</li>
<li>raddrizzamento delle curve spinali</li>
<li>messa in tensione dei legamenti del segmento spinale</li>
<li>stiramento dei muscoli della colonna vertebrale</li>
<li>allargamento del forame intervertebrale</li>
<li>stiramento e scivolamento delle faccette articolari</li>
<li>riduzione della produzione del disco intervertebrale</li>
<li>riduzione del dolore: per aumento dell&#8217;input non nocicettivo, reclutamento dell&#8217;inibizione discendente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riflessologia plantare</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 01:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trattamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Riflessologia Plantare è una tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani. Si basa sul principio che sui piedi e sulle mani si trovino riflessi tutti gli organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Applicando &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/30/riflessologia-plantare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Reflexology.jpg"><img class="size-medium wp-image-183 aligncenter" title="Reflexology" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Reflexology-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La Riflessologia Plantare è una tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani. Si basa sul principio che sui piedi e sulle mani si trovino riflessi tutti gli organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Applicando il massaggio riflessologico si può quindi avere un effetto o influire sull&#8217;organo corrispondente al riflesso stimolato.</p>
<p>La Riflessologia è una terapia olistica, basata quindi sul principio che ogni aspetto della vita dell&#8217;individuo influisca sul benessere e sulla salute della persona, ed opera nell&#8217;intento di riequilibrare l&#8217;intero organismo al fine di stimolarne le capacità di autoguarigione.</p>
<p>In quanto terapia non convenzionale, la Riflessologia può avere una duplice applicazione: può essere utilizzata in alternativa o come supporto alle terapie mediche convenzionali. Va tuttavia sottolineato che in genere si consiglia di diffidare di chi si propone come alternativa alla medicina convenzionale, e per questo ad oggi i terapeuti preferiscono riferirsi alla Riflessologia Plantare con l&#8217;appellativo di terapia (o medicina) complementare e non alternativa. Va sottolineato infatti che il riflessologo non è un medico, e quindi non cura, e non fa diagnosi. Soprattutto non intende interferire con le terapie o con i pareri medici convenzionali, sostenendo il suo ruolo di professionista nell&#8217;affiancarsi e non sostituirsi alla medicina convenzionale. La Riflessologia Plantare non è quindi una tecnica sovrapponibile alle metodologie sanitarie riconosciute dalla legislazione italiana né sostituisce eventuali terapie mediche.</p>
<p>Le tecniche riflessologiche si distinguono in due grandi filoni: quello orientale e quello occidentale. Nonostante il principio sia il medesimo, ossia che stimolando delle zone riflesse si abbiano effetti su zone lontane dal sito di applicazione del massaggio, nascono<span id="more-113"></span> e si sviluppano con presupposti differenti: la Riflessologia Cinese si basa sui principi della medicina tradizionale cinese, mentre la Riflessologia Occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale occidentale. La Riflessologia Plantare occidentale nasce infatti in concomitanza delle prime scoperte occidentali in ambito neurologico di Sir Henry Head e Sir Charles Sherrington.</p>
<p>Una delle differenze identificabili nei trattamenti di Riflessologia Occidentale e Orientale è nell&#8217;intensità della pressione applicata dal terapeuta. La Riflessologia Occidentale, ad esempio, opera al di sotto della soglia di sopportazione del dolore del paziente, al fine di ottimizzare gli effetti della stimolazione delle aree riflesse sfruttando la condizione di profondo relax che la riflessologia plantare occidentale è in grado di indurre. Entrambe le modalità di intervento hanno effetti positivi su vari disturbi e patologie, in quanto stimolano la circolazione, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.</p>
<p>Storia</p>
<p>La Riflessiologia plantare ha una storia alquanto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell&#8217;organismo (agopuntura, digitopressione, shiatsu). Tutt&#8217;ora è una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente.</p>
<p>A testimoniare l&#8217;antichità di questa pratica è la &#8220;Tomba dei Medici&#8221; a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.</p>
<p>Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l&#8217;artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso alla riflessologia plantare.</p>
<p>Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Hrnrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l&#8217;esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l&#8217;anestesia.</p>
<p>La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.</p>
<p>Il metodo, chiamato &#8220;terapia zonale&#8221;, si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l&#8217;energia.</p>
<p>Negli anni trenta il lavoro di Fitzgerald e di Bowers fu portato avanti dalla terapeuta statunitense Eunice Ingham, che pubblicò due libri intitolati Le storie che i piedi potrebbero raccontare e Storie raccontate dai piedi con i quali tese a concentrare le sue attenzioni solamente sui piedi.</p>
<p>Principio di funzionamento</p>
<p>Tra le teorie che cercano di spiegare i meccanismi che governano l&#8217;efficacia della riflessologia se ne enumerano almeno sei principali:</p>
<p>Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa avrebbe quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.</p>
<p>Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull&#8217;apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni cerebrali, quali l&#8217;endorfina, con conseguente azione terapeutica.</p>
<p>Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l&#8217;accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l&#8217;organismo.</p>
<p>Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione e diminuire la presenza di scorie.</p>
<p>Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, i punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.</p>
<p>Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sulla origine dei disturbi fisici.</p>
<p>Utilizzo e applicazioni</p>
<p>La riflessologia appare particolarmente indicata nel caso di dolori e disturbi funzionali passeggeri, quali l&#8217;indigestione, la tensione nervosa l&#8217;emicrania, grazie alla liberazione di endorfine e per ripristinare l&#8217;equilibrio delle ghiandole endocrine. Gli stessi specialisti però avvertono nei loro saggi medici di consultare sempre il medico per una valutazione diagnostica, non fidandosi troppo della sola anestetizzazione della parte dolorante.</p>
<p>Per massaggiare la zona riflessa è sufficiente appoggiare il piede sul ginocchio opposto, e con una mano apporre una pressione sui punti doloranti, da effettuarsi tramite il movimento rotatorio delle dita. È consigliato alternare la pressione dei punti con un massaggio rilassante globale su tutto il piede.</p>
<p>La durata del massaggio varia dai cinque ai venti secondi per punto e complessivamente conviene non superare la durata di dieci minuti durante le prime sedute e i trenta minuti durante le sedute di una seconda fase, successiva alle prime due settimane di trattamento.</p>
<p>Lo strumento principe da utilizzare sono le mani, anche se in alternativa non sono disprezzabile nemmeno mollette, elastici da arrotolare, denti di un pettine.</p>
<p>La pressione deve esser tale da agire in profondità, quindi bisogna massaggiare finché non sia avvertibile un lieve fastidio (dolore).</p>
<p>È necessario anche seguire l&#8217;orientamento dell&#8217;energia presente nel corpo umano, quindi conviene seguire schemi e diagrammi, ricordando ad esempio che un massaggio nel verso orario favorisce le funzioni intestinali altrimenti le inibisce.</p>
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		<title>Massaggio connettivale</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 01:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando cuscinetti e pelle a buccia d&#8217;arancia si sono già presentati sul nostro corpo, è necessario intervenire in profondità. Il massaggio connettivale agisce sugli adipociti (cellule di grasso) alterati dalla cellulite, riportandoli alla normalità, e favorisce l&#8217;eliminazione dei liquidi in &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/30/massaggio-connettivale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Massaggio-connettivale.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-186" title="Massaggio connettivale" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Massaggio-connettivale-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Quando cuscinetti e pelle a buccia d&#8217;arancia si sono già presentati sul nostro corpo, è necessario intervenire in profondità.</p>
<p>Il massaggio connettivale agisce sugli adipociti (cellule di grasso) alterati dalla cellulite, riportandoli alla normalità, e favorisce l&#8217;eliminazione dei liquidi in eccesso.</p>
<p>Il Massaggio Connettivale Profondo è una tecnica massoterapica che esplica la sua azione principalmente sul tessuto connettivo, attraverso frizioni lente e profonde sul reticolo<span id="more-108"></span> terminale del simpatico della pelle e con il midollo spirale. Il fine principale è quello di ottenere un&#8217;azione riflessa dal derma allo stesso metamero di un viscere o un muscolo sofferente, per normalizzare e riportare in equilibrio la parte.</p>
<p>E&#8217; stato sperimentato e messo a punto negli anni da una fisioterapista signora Dicke della quale troviamo vari trattati universitari su studi approfonditi sulle zone riflesse del tessuto connettivo.</p>
<p>La metodica proposta prevede come trattamento base l&#8217;utilizzo di 3 tecniche principali: Movimento di palpazione e rotolamento, Movimento di presa a uncino, Movimento di spinta.</p>
<p>Effetti biologici: Effetto riflesso su organi e visceri &#8211; i livelli ormonali raggiungono stati di equillibrio &#8211; effetto di decontrazione e di rilassamento del distretto muscolare sottostante l&#8217;area trattata &#8211; maggiore mobilità articolare &#8211; aumentata vascolarizzazione &#8211; modificazioni dell&#8217;elasticità del sotto cutaneo &#8211; miglioramento dello stato posturale.</p>
<p>Questo massaggio ci permette di agire direttamente sul tessuto connettivale provocando uno scollamento del tessuto dal muscolo</p>
<p>Il tessuto connettivo</p>
<p>E&#8217; il tessuto che connette i nostri organi, i muscoli, le ossa, le cartilagini, i legamenti, i tendini, i nervi ed i vasi sanguigni; depura le cellule del nostro corpo, perciò nutre e metabolizza le scorie.</p>
<p>Se però il sistema di nutrimento e depurazione rallenta, si crea un ristagno di liquidi che si concentra nelle cellule adipose, gonfiandole e a lungo andare, si formano veri e propri noduli.</p>
<p>Tecnica</p>
<p>Nella prima fase è la schiena ad essere trattata, in quanto luogo di accumulo di tensione e di stress, che influiscono negativamente sull&#8217;ossigenazione dei tessuti.</p>
<p>La seconda fase prevede invece il trattamento delle zone inferiori del corpo: le manipolazioni si eseguono sui fianchi, sull&#8217;anca e la parte posteriore della coscia. Vengono spinti i liquidi verso l&#8217; alto per rimetterli in circolo in modo da essere assorbiti.</p>
<p>Infine viene trattato l&#8217;addome e la parte anteriore, dalle coscie, fino al ginocchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il massaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 01:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MASSAGGIO E&#8217; una forma di terapia antica ed è un insieme di diverse manovre eseguite sul corpo per lenire dolori muscolari o articolari, per tonificare il volume di alcuni tessuti, ma anche per preservare e migliorare il benessere psichico, &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/30/il-massaggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Il-massaggio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-188" title="Il massaggio" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Il-massaggio-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>IL MASSAGGIO</p>
<p>E&#8217; una forma di terapia antica ed è un insieme di diverse manovre eseguite sul corpo per lenire dolori muscolari o articolari, per tonificare il volume di alcuni tessuti, ma anche per preservare e migliorare il benessere psichico, allentando tensioni e fatiche.</p>
<p>Gli effetti positivi</p>
<p>Le &#8220;virtù&#8221; del massaggio sono innumerevoli. Si può cominciare dal rilassamento che, già di per sé, consente al nostro organismo di rigenerarsi, riequilibrando il sistema nervoso e ormonale, per passare, poi, in rassegna il lungo elenco di effetti positivi che questa tecnica apporta. Tra i benefici, in primo piano ci sono:</p>
<ul>
<li>Attenuazione dei segnali di tensione presenti sotto forma di crampi e spasmi muscolari.</li>
<li>Potenziamento del sistema immunitario, grazie al fatto che il movimento e le contrazioni muscolari rappresentano un metodo efficace per far circolare il liquido linfatico (che elimina le tossine) all&#8217;interno dell&#8217;organismo.</li>
<li>Miglioramento della circolazione, dal momento che i movimenti compiuti durante il massaggio consentono di spingere il sangue in direzione del cuore. In pratica si favorisce lo scambio, a livello cellulare, del sangue contenente le tossine, con sangue nuovo ricco di elementi nutritivi.</li>
<li>Eliminazione delle cellule morte e assorbimento di elementi che nutrono la pelle, rendendola vellutata e aiutandola a respirare.</li>
<li>Produzione di una sensazione di benessere dovuta al fatto di sentirsi accarezzati e coccolati.</li>
</ul>
<p><span id="more-106"></span>Solitamente questa tecnica non presenta particolari controindicazioni, tuttavia è opportuno considerare che in alcune situazioni, come in caso di lesioni e di patologie come stati febbrili, infiammazioni, cardiopatie, malattie infettive, sia opportuno evitarlo. Per evitare inutili rischi, quando si tratta di massaggiare una persona con un qualsiasi problema di salute è, comunque, meglio sentire prima il parere del medico.</p>
<p>La preparazione</p>
<p>Durante la seduta vengono, infatti, coinvolti anche i sensi come l&#8217;olfatto, la vista e l&#8217;udito: per questo l&#8217;ambiente deve essere piacevole, riscaldato (24-25°) e comodo; come sottofondo, una musica rilassante. La presenza di candele profumate, che emanano un riflesso che incanta e un odore coinvolgente, completano l&#8217;atmosfera. Per rendere, poi, il massaggio più fluido si usano oli e creme apposite.</p>
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		<title>Massaggio linfodrenante</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 00:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 50% delle donne soffre di cellulite che si manifesta attraverso cuscinetti e smagliature che si presentano sulla superficie della pelle. Queste alterazioni sono la conseguenza di un cattivo funzionamento del metabolismo che crea un gonfiore. In pratica la cellulite &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/30/linfodrenaggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Massaggio-linfodrenante1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-208" title="Massaggio linfodrenante" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Massaggio-linfodrenante1-300x52.png" alt="" width="600" height="104" /></a>Il 50% delle donne soffre di cellulite che si manifesta attraverso cuscinetti e smagliature che si presentano sulla superficie della pelle. Queste alterazioni sono la conseguenza di un cattivo funzionamento del metabolismo che crea un gonfiore. In pratica la cellulite è una sorta di deterioramento fisico che si sviluppa nel corso degli anni: dai medici viene definito come lipoedema che di solito si localizza sulle gambe, e sui glutei delle donne.</p>
<p>Questo accumulo di grasso comprime i vasi linfatici che, perciò, non sono più in grado di trasportare le linfa e anche i capillari diventano più fragili.</p>
<p>Dal momento che i disturbi al metabolismo sono provocati anche da vita sedentaria e cattive abitudini alimentari, è opportuno intervenire su più fronti per debellare la cellulite:</p>
<ul>
<li>Lo sport riattiva la circolazione e stimola il metabolismo</li>
<li>Una sana alimentazione riduce i depositi di grasso e migliora gli scambi idrici</li>
<li>Il drenaggio linfatico manuale favorisce l&#8217;eliminazione del liquido interstiziale e della linfa</li>
</ul>
<p><span id="more-101"></span>Tecnica</p>
<p>Il drenaggio svolge un ruolo fondamentale nel trattamento della cellulite: in pratica sposta il liquido &#8211; che di solito si trova nella pelle o tra questa e i muscoli &#8211; dalla zona dove si è accumulato verso un&#8217; &#8220;uscita&#8221; attraverso i vasi linfatici. L&#8217;obiettivo del drenaggio è quello di aiutare l&#8217;eliminazione del liquido interstiziale e della linfa, ma anche di rilassare le fibre muscolari.</p>
<p>I movimenti devono essere delicati, lenti e vanno ripetuti più volte. Non si devono utilizzare oli o creme, o prodotti di bellezza: è indispensabile una buona aderenza della mano del massaggiatore alla zona da manipolare per spingere nel modo migliore la pelle e il liquido accumulato sotto di essa. La pressione esercitata deve essere più leggera di quella utilizzata nel massaggio e questo consente di facilitare il drenaggio della linfa, senza aumentare le filtrazioni di liquido ai tessuti nei capillari sanguigni. Le pressioni devono essere lunghe e lente e alternate a fasi di rilassamento.</p>
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		<title>Professione sanitaria ausiliaria del massofisioterapista</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 12:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti legali]]></category>

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		<description><![CDATA[Legge istitutiva 19 maggio 1971, n. 403 PROFESSIONE SANITARIA AUSILIARIA DEL MASSOFISIOTERAPISTA Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 1971, n. 162 Articolo 1 La professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisioterapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da &#8230; <a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/2011/04/29/professione-sanitaria-ausiliaria-del-massofisioterapista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Auxiliary-health-profession-of-physiotherapist.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-190" title="Auxiliary health profession of physiotherapist" src="http://www.fisioterapiafioranese.it/wp-content/uploads/2011/04/Auxiliary-health-profession-of-physiotherapist-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Legge istitutiva 19 maggio 1971, n. 403</p>
<p>PROFESSIONE SANITARIA AUSILIARIA DEL MASSOFISIOTERAPISTA Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 1971, n. 162</p>
<p>Articolo 1 La professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisioterapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanità, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati. Gli enti mutualistici, previdenziali,assistenziali ed assicurativi sono autorizzati a sostenere o rimborsare le spese per prestazioni massoterapiche e fisioterapiche solo se queste sono effettuate da massofisioterapisti diplomati sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente.</p>
<p>Il mansionario: DM 7 Settembre 1976 GU N°54 Febbraio 1978 “Il massofisioterapista è in grado di svolgere tutte le terapie di massaggio e di fisioterapia in ausilio all’opera dei medici sia nel libero esercizio della professione sia nell’impiego in enti pubblici e privati, nell’ambito delle disposizioni di legge. Pertanto esegue ed applica tutte le tecniche del massaggio e della fisioterapia sull’ammalato secondo le istruzioni del sanitario, a livello di personale ausiliario e di terapista della riabilitazione.”</p>
<p>La formazione: La formazione del Massofisioterapista è triennale come previsto dallo stesso DM 7/Settembre/1976. Opera dietro prescrizione medica. Ha un’ampia competenza ed esperienza formativa in medicina manuale e utilizzo di energie fisiche (macchinari elettromedicali)che ammonta a più di 2250 ore tra pratica e teoria. La formazione è sottoposta a costante verifica d’esame pratico e teorico nelle materie scientifiche attinenti alla sfera della medicina riabilitativa umana. La competenza formativa è regionale e Statale ed il relativo titolo abilita all’esercizio professione sanitaria ausiliaria. E’ professione sanitaria ausiliaria non riordinata e configurata nei termini del vecchio ordinamento come sancito dal Consiglio di Stato con sentenza N°5225/2007 non appare nell’elenco delle professioni sanitarie ausiliarie della riabilitazione poiché professione non riordinata come appunto citato dalla 5225/2007. I corsi sono attivi anche per non vedenti negli Istituti di Napoli, Firenze,Palermo e Catania – decreto 10 Luglio 1998 &#8211; Detti Istituti speciali regionali e di Stato, per coerenza<span id="more-65"></span> costituzionale e giuridica, accettano iscrizioni anche di vedenti in misura non superiore ad un terzo dell’aula attivata (v.RD. 13-11-1924 T.U. n. 2349 ancora in vigore). Quanto alle Regioni, non sono tenute a stabilire un tetto di entrata per l’accesso ai corsi negli Istituti accreditati. un breve excursus del regime normativo disciplinante la figura professionale in esame. In origine era stata istituita, con L. 570/1961, la figura professionale del “massofisioterapista cieco”; alla quale si aggiunsero poi quella di massofisioterapista diplomato presso scuole statali o autorizzate dal Ministero della sanità (v. L. 403/1971), e quella di massofisioterapista diplomato presso scuole regionali previste dai DD.PP.RR. 4/1972 e 10/1972. Sono appunto queste le scuole che continuano legittimamente a formare detta figura in conformità della sentenza del CDS 5225/2007.</p>
<p>&nbsp;</p>
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